

Durante una riunione importante una risposta arriva troppo in fretta. È corretta, ma qualcosa non torna. Un leggero irrigidimento del volto, un’espressione che dura una frazione di secondo di troppo, un respiro più profondo. Nella mente di chi ascolta, il dubbio si insinua immediatamente: sta nascondendo qualcosa? È proprio qui che nasce l’errore più comune nella comunicazione, ovvero attribuire un significato preciso a un singolo segnale, senza avere un metodo per comprenderlo. Un sospiro può essere interpretato come un tentativo di prendere tempo, come un segnale di stress o come l’indizio di qualcosa che non viene detto. Ma potrebbe anche indicare la necessità di ossigenare la voce prima di rispondere o il peso di una giornata particolarmente intensa. Senza gli strumenti adeguati, ciò che osserviamo rischia di dirci più dei nostri pregiudizi che di quello che pensa l’altro. Eppure quel segnale dice qualcosa.
Ogni giorno prendiamo decisioni basandoci su ciò che gli altri ci raccontano, pensando di affidarci ai fatti, alle dichiarazioni esplicite, ma in realtà sono le emozioni a guidare il comportamento umano. E le emozioni emergono in modo rapido, spesso involontario, lasciando tracce sul corpo. È principalmente sul volto che queste trovano il loro spazio. Prima ancora che le parole vengano formulate, i muscoli facciali reagiscono, si contraggono, si rilassano, dando forma a segnali brevi ma significativi. Attraverso le micro-espressioni, le emozioni emergono anche quando cerchiamo di nasconderle. Il problema è che, senza un metodo scientifico, il rischio di interpretare in modo errato questi segnali è molto alto. Un gesto può sembrare sospetto, un’esitazione può essere scambiata per una menzogna, quando invece il suo significato è totalmente diverso.
È proprio da questa esigenza che nasce l’ETAC – Evaluating Truthfulness and Credibility, l’unico corso di specializzazione certificato da Paul Ekman, che fornisce un metodo scientifico rigoroso per l’analisi della credibilità e della comunicazione non verbale. Un percorso intensivo che consente di distinguere i segnali realmente significativi da quelli irrilevanti, aumentando la qualità delle decisioni e l’efficacia delle relazioni professionali, andando oltre l’intuizione e le letture superficiali.
Gli obiettivi principali del corso sono:
ETAC non insegna a “smascherare”, ma a leggere con maggiore consapevolezza ciò che accade nelle interazioni, ottimizzando tempo, risorse e qualità delle relazioni.
Per maggiori info e iscrizioni: info@igmanagement.it
Articolo presente sulla rivista Harvard Business Review Italia – Marzo 2026
Testo di Diego Ingrassia
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