SMARTWORKING E FORMAZIONE

Trasformare la distanza in relazione

Articolo di Valentina Gentileschi – “Trasformare la distanza in relazione“ – FORMATORI & FORMAZIONE – Novembre 2020_HARVARD BUSINESS REVIEW

TRA LE TANTE ATTIVITÀ CHE È STATO NECESSARIO REINVENTARE durante l’emergenza coronavirus vi è sicuramente anche la formazione. L’utilizzo di piattaforme informatiche in ambito formativo non è certo una novità; la diffusione di internet ha permesso un uso sempre più facile di questi strumenti, anche se, storicamente, tale tipologia di formazione veniva riservata a situazioni in cui l’aspetto tecnico, o comunque il focus sulla trasmissione di nuove informazioni e conoscenze, rappresentava l’aspetto prevalente.

Quando invece l’obiettivo riguardava le soft skill, lo sviluppo di una maggiore consapevolezza all’interno di dinamiche relazionali complesse, l’aula di formazione è sempre stata privilegiata al fine di garantire una migliore qualità.

È per questa ragione che durante la fase più acuta del lockdown, quando siamo stati costretti a trasformare tutti i corsi in modalità online, abbiamo deciso d’intitolarli “Trasformare la distanza in relazione”.

Consapevoli che nella qualità dello scambio relazionale risieda l’elemento imprescindibile di questa categoria di interventi. Accettare la sfida di mantenere più alta possibile questa qualità richiede tuttavia l’adozione di alcuni fondamentali espedienti strategici.

Di seguito proviamo a indicare i più importanti secondo la nostra esperienza:

  • Il primo elemento riguarda la gestione del tempo.
    Difficilmente un intervento online può svolgersi nel medesimo arco temporale di un intervento in aula; questo perché molte fasi di apparente inattività (pause programmate e non), che in aula generano momenti aggregativi di qualità ai fini della relazione, nella formazione a distanza vengono spesso percepite come dispersive perdite di tempo.
    Alla fine, la nostra esperienza ci ha fatto optare per interventi più concentrati di mezza giornata (3-4 ore).
  • Dalle considerazioni fatte al primo punto discende la necessità di attuare una progettazione più dettagliata nella definizione di contenuti, esercitazioni, materiali e tempi dedicati per ognuna di queste fasi.
    Molto utile si rivela inviare ai partecipanti informazioni, dati, bibliografie e link di riferimento, in modo da garantire una partecipazione più attiva e motivata. Così come farsi affiancare da un tutor d’aula o co-docente, in particolare nel caso di gruppi numerosi, in modo da non perdere mai il contatto visivo con l’aula virtuale durante la proiezione delle slide e mantenere viva l’interazione via chat.
  • La formazione on-line aiuta a comprendere, se ancora ce ne fosse bisogno, l’importanza e il valore della componente analogica della comunicazione. L’impossibilità di riprodurre l’infinità di micro-interazioni tipiche dello spazio fisico consiglia di valorizzare al massimo le fasi iniziali di socializzazione per la creazione di un buon clima di gruppo. È possibile a questo scopo ricorrere all’uso di ottimi tool, oggi disponibili, che aiutano i partecipanti a sentirsi motivati e coinvolti già dalle fasi iniziali. Così come è importante definire e condividere le “regole di engagement” riguardo a interventi, domande, uso del microfono e della telecamera (sempre accesa).
    L’attenzione a questi particolari ci ha portato spesso a scoprire uno dei vantaggi della formazione via web, capace di generare livelli inaspettati di partecipazione in soggetti solitamente defilati nell’aula tradizionale, che impone una maggiore esposizione sociale.
  • Le piattaforme oggi disponibili sono in genere molto versatili, consentono di creare sottogruppi di lavoro (breakout room) e di far interagire i partecipanti tra di loro mediante l’uso di messaggi, lavagne virtuali e condivisione dello schermo. Attraverso questi strumenti è possibile “mettere a terra”, con un’adeguata flessibilità, l’architettura dell’intervento progettato. È vivamente consigliato, inoltre, integrare l’utilizzo della piattaforma scelta con l’uso di tool informatici che facilitano l’interattività e il coinvolgimento del gruppo quali post-it virtuali, creazione di cloud, mappe mentali ecc.

L’emergenza che stiamo vivendo ci ha imposto di adottare la formazione a distanza come mezzo per poter continuare gli interventi in essere e progettarne di nuovi.

Nello stesso tempo ci ha messi nella condizione di sperimentare a fondo strumenti, sulla carta disponibili, ma che pochi avevano potuto testare con tale intensità.

L’esperienza maturata può essere vista, in questa prospettiva, come opportunità per progettare in futuro progetti capaci d’integrare sapientemente le due modalità di formazione, garantendo nello stesso tempo grande qualità e massima efficienza nella gestione dei costi.

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